Ordine dei Farmacisti della provincia di Napoli
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Anno IV – Numero 694 AVVISO Ordine 1. ORDINE:Istituito un sussidio per i Colleghi Iscritti all’ALBO in Stato di Disoccupazione 2. ORDINE: Lo Psicologo in Farmacia 3. ORDINE. M.B.O.pharma III edizione: il percorso formativo per un nuovo profilo professionale in farmacia Notizie in Rilievo Scienza e Salute 4. Abbronzarsi senza scottarsi: ecco come Prevenzione e Salute 5. Lunghi viaggi in aereo: ecco come evitare i problemi di circolazione Martedì 28 Luglio 2015, S. Nazario, Innocenzo Proverbio di oggi……….. 'E figlie so' ppiezz''e còre. I figli sono frammenti di cuore ORDINE: M.B.O.pharma III edizione: IL PERCORSO FORMATIVO PER UN NUOVO PROFILO PROFESSIONALE IN FARMACIA Con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli, Federfarma Napoli e Fenagifar. Con la partecipazione al corso saranno riconosciuti 50 crediti ECM Per il futuro della farmacia sempre più spesso si parla della necessità di innovazione, di fare “salti di qualità”, di ripensarne il format. Ma dove partire? Siamo convinti che il perno centrale siano oggi più che in passato le risorse umane, ma con competenze nuove. Per questo motivo, nel mese di Settembregiugno sarà avviata la III edizione di MBOpharma, la scuola di alta formazione per farmacista gestionale dedicata al management by objective della farmacia con attenzione sia all’aspetto etico che commerciale. Il percorso MBOpharma, proposto da Shackleton Training con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli, Federfarma Napoli e Fenagifar, vuole rispondere all’attuale bisogno di ruoli e competenze, attraverso uno strumento declinato su un piano operativo in grado di rappresentare uno strumento efficace per uscire dalla crisi investendo sulla crescita dei collaboratori. Le 5 AREE FORMATIVE: 1. Lo scenario distributivo; 2. General Management; 3. Risorse Umane; 4. Amministrazione Finanza e Controllo; 5. Commerciale. COME PARTECIPARE:Le lezioni si terranno presso la sede dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli. Per maggiori informazioni visitare il sito www.mbopharma.it, o rivolgersi a: Shackleton Group 14019 Villanova d’Asti. Tel. 0141.946501 – Fax. 0141.946650 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. SITO WEB ISTITUZIONALE: www.ordinefarmacistinapoli.it iBook Farmaday E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. SOCIAL – Seguici su Facebook –Diventa Fan della nostra pagina www.facebook.com/ordinefarmacistinapoli PAGINA 2 FARMADAY – IL NOTIZIARIO IN TEMPO REALE PER IL FARMACISTA Anno IV – Numero 694 PREVENZIONE E SALUTE LUNGHI VIAGGI IN AEREO: ecco come evitare i problemi di circolazione I consigli dell'esperta per evitare la sindrome da classe economica e i problemi più seri come la trombosi venosa e l'embolia polmonare «La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio», recitava una vecchia canzone malinconica di Julio Iglesias. E in effetti un po' di malinconia viene, quando a separarci dalla meta dei nostri sogni ci sono migliaia e migliaia di chilometri da coprire con un lungo viaggio in aereo, magari in classe economica. A risentirne è tutto il nostro organismo e soprattutto la circolazione del sangue: in genere ce la caviamo con qualche crampo e le gambe un po' addormentate, ma in casi estremi si possono sviluppare anche seri problemi di salute. Come riconoscerli e prevenirli, ce lo spiega l'esperta di Ok Salute Anna Maria Cerbone, angiologa del Policlinico Universitario Federico II di Napoli (puoi chiederle un consulto). E' VERO CHE I VIAGGI IN AEREO POSSONO DARE PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE? Purtroppo sì. Lunghi viaggi aerei o molti viaggi in un periodo limitato di tempo possono essere associati a seri problemi. Innanzitutto può insorgere una trombosi venosa profonda, in genere del polpaccio, dovuta alla formazione di un coagulo nelle vene profonde degli arti inferiori che blocca il flusso del sangue di ritorno verso il cuore. Più raramente si può sviluppare l'embolia polmonare, che insorge quando il coagulo blocca la circolazione delle arterie dei polmoni. Una delle cause è l’immobilizzazione in posizione seduta per Cosa scatena questi problemi? molte ore e in uno spazio ristretto, specie se seduti vicino al finestrino: questa condizione comporta una riduzione della velocità del flusso del sangue nelle vene degli arti inferiori, fattore che può attivare uno stato trombotico. Ciò si verifica soprattutto negli anziani e negli obesi. La stasi provoca inoltre una maggiore concentrazione del sangue, che a sua volta aumenta il rischio di trombosi. Altri fattori di rischio che possono attivare la coagulazione del sangue sono:  il calo dell'ossigeno (ipossia) dovuto alla riduzione della pressione,  la disidratazione,  l'eccessivo consumo di alcol o caffè che stimolano la diuresi  una ridotta umidificazione all’interno della cabina aerea. Per quanto riguarda la trombosi Quanti viaggiatori sono colpiti da questi disturbi? venosa, è riportata un’incidenza di 1 caso su 4.600 voli aerei di linea che viaggiano per una durata superiore alle 4 ore; l'incidenza si attesta invece allo 0.5% per una durata superiore alle 8 ore di volo. Sembra che il rischio aumenti del 18% per ogni 2 ore di aumento di durata del volo. Il periodo a rischio per la trombosi venosa è tra le 2 e le 8 settimane dopo il viaggio. L'eventualità di sviluppare un'embolia polmonare grave nel periodo immediatamente successivo al volo è invece estremamente rara per voli inferiori alle 8 ore; la sua incidenza è di 5 casi su 1.000.000 per voli di durata superiore alle 12 ore. PAGINA 3 FARMADAY – IL NOTIZIARIO IN TEMPO REALE PER IL FARMACISTA Anno IV – Numero 694 La trombosi venosa profonda si manifesta spesso con dolore al polpaccio accompagnato da gonfiore, ma esistono anche forme asintomatiche. I disturbi possono comparire anche a distanza di ore o addirittura settimane (fino a 8). L’embolia polmonare è una forma più grave, che si manifesta con dolore toracico, difficoltà respiratorie, talora collasso. Se compaiono questi sintomi è necessario rivolgersi a un medico, meglio di pronto soccorso, in quanto una diagnosi e una terapia immediata favoriscono la risoluzione del problema. Oltre agli obesi e agli anziani, sono a rischio i passeggeri Quali sono i soggetti più a rischio? che hanno una predisposizione genetica o precedenti episodi di trombosi venosa “spontanea” (senza fattori di rischio), così come quelli affetti da varici agli arti inferiori. Attenzione poi se si è stati sottoposti a interventi maggiori di chirurgia nel mese prima del volo, se si ha un tumore in fase attiva, o se si assume una terapia ormonale con estroprogestinici. Durante la gravidanza il rischio di trombosi aumenta di 5 volte: si Le donne in gravidanza verifica in media un caso su 1.000. Per questo viene suggerito di possono volare Tranquille? non effettuare viaggi aerei in gravidanza a donne che potrebbero richiedere cure urgenti. Per ridurre il rischio si raccomanda di mettere le calze elastiche, muovere le gambe periodicamente, uscire dai sediolini, camminare per qualche minuto e idratarsi. Viene inoltre suggerita la profilassi con eparina alle donne che hanno fattori di rischio aggiuntivi per la trombosi (sindrome anticorpi antifosfolipidi, mutazioni genetiche predisponenti alla trombosi, obesità, sindrome nefrosica, pregresso episodio di trombosi), da fare il giorno del volo e per alcuni giorni dopo. Sì, possono essere usate per prevenire la trombosi venosa profonda del polpaccio, ma l'utilizzo è indicato solo nei soggetti a maggiore rischio che intraprendono voli di Le calze elastiche durata superiore alle 3 ore. La compressione dovrebbe essere al di sotto del sono utili? ginocchio, fornendo dai 15 ai 30 mm Hg di pressione alla caviglia. Il loro utilizzo è anche in grado di ridurre il gonfiore alle gambe che si può verificare dopo il volo. E' opportuno mantenere un buon livello di idratazione, anche se Quali altri consigli per non esistono chiare evidenze che dimostrano un’associazione tra disidratazione e trombosi venosa nei voli di lunga durata. Poi ridurre il disagio del volo? bisogna cercare di muoversi il più possibile, soprattutto se il volo dura più di 3 ore: la mobilità aumenta il flusso sanguigno nelle vene e quindi riduce il rischio che si formino coaguli. Se il medico ha indicato la profilassi con farmaci (ad esempio E' possibile fare profilassi nei soggetti andati incontro a un precedente episodio di (ad es. prendendo l'aspirina)? trombosi o nelle pazienti in gravidanza con altri fattori di rischio aggiuntivi) sono più appropriati i farmaci anticoagulanti (tipo eparina a basso peso molecolare) piuttosto che l’aspirina. Si possono fare esercizi a livello della caviglia e del piede allo Che esercizi fare sulla scopo di attivare la cosiddetta “pompa muscolare”, cioè contrarre poltrona dell'aereo per i muscoli per favorire il flusso di sangue nelle vene. Basta sollevare le dita dei piedi e poi il tallone contraendo il riattivare la circolazione? polpaccio, ripetendo questi movimenti più volte in maniera periodica. (OK, Salute) Quali sintomi ci devono mettere in allerta? PAGINA 4 FARMADAY – IL NOTIZIARIO IN TEMPO REALE PER IL FARMACISTA Anno IV – Numero 694 PREVENZIONE E SALUTE ABBRONZARSI SENZA SCOTTARSI: ECCO COME Repetita iuvant, dicevano i latini. Ovvero: una cosa, a forza di essere ripetuta, viene appresa da chi ascolta. Ma pare che gli italiani quando si tratta di abbronzatura siano poco propensi a imparare. Diversi sondaggi hanno dimostrato che, soprattutto i più giovani, hanno un atteggiamento scorretto verso il sole: per lo più amanti della tintarella, troppo spesso si dedicano all’abbronzatura in modo intensivo e non graduale, usando poco e male le protezioni (dalle creme a occhiali da sole, magliette, cappelli) finendo spesso per bruciarsi. Senza sapere le conseguenze che pagheranno a breve e lungo termine, che vanno dalla pelle rovinata con eritemi e bolle, fino svenimenti e insolazioni, per concludere con il cancro. Il risultato? Un connazionale su due è a rischio di bruciature. Ecco allora i consigli degli esperti per imparare i danni che gli eccessi sotto il sole provocano nell’immediato e sul lungo periodo, come curarli e come prevenirli. Scottatura? Ecco cosa succede nell’immediato: Desquamazione ed esfoliazione della pelle, prurito e bruciore, eritemi e bolle, fino ai colpi di calore sono le conseguenze delle scottature solari a cui, secondo gli esperti, va incontro ben un bagnante su due. Oltre ai danni cutanei, già di per sé in grado di rovinare la vacanza e impedire anche il sonno di notte, tanto sottovalutate quanto frequenti sono le insolazioni. A seconda della gravità della situazione, chi si è esposto troppo al sole può manifestare uno stato di confusione, mal di testa, crampi muscolari, persino vertigini o svenimenti e non di rado nausea o vomito. Allo stadio iniziale la «vittima» tende a sudare abbondantemente, per dissipare il calore corporeo in eccesso e spesso la temperatura corporea interna raggiunge i 39 o 40 gradi. Quanto può durare? Dipende dal livello di gravità dell’insolazione (che è direttamente proporzionale al tempo di esposizione): se è una cosa leggera sparirà nel giro di poche ore, se invece è più seria la durata sarà inevitabilmente maggiore. Il primo soccorso contro scottature e insolazioni: Quando ci si brucia il dolore di solito è peggiore fra le 6 e le 48 ore successive all’esposizione ai raggi ultravioletti. Cosa fare quando si percepiscono le prime avvisaglie? Per prima cosa bisogna spostarsi all’ombra e cercare un luogo il più possibile arieggiato, contro gli svenimenti. Poi sarebbe il caso di fare impacchi freschi per fronte e tempie e di fare un bagno freddo, per far calare la temperatura corporea e rinfrescare la pelle. Inoltre si deve bere tanta acqua fresca per combattere la disidratazione. Attenzione: fresco non vuol dire ghiacciato, provocare un raffreddamento repentino può fare più male che bene. Inoltre, se non ci sono bolle cutanee, bisognerebbe applicare ripetutamente creme idratanti e gel all’aloe vera sulla pelle scottata in modo dare sollievo e cercare di riparare i danni. In caso di febbre, poi, si deve ricorrere ai comuni farmaci antipiretici. E se la situazione appare particolarmente grave (svenimenti ripetuti, nausea che perdura, palpitazioni, febbre alta) meglio chiamare il medico o andare al pronto soccorso. Le zone del corpo più a rischio. Stando a quanto emerge da un’indagine recente gran parte degli italiani usa abbronzanti al posto di protettivi, sottovaluta gli effetti dei raggi UV e crede che stare più tempo al sole acceleri la tintarella, con bambini e anziani tra le categorie più a rischio. A fare le spese della fretta di abbronzarsi sono, prime fra tutte le spalle, soprattutto per quanto riguarda scapole, nuca e dorsali superiori. Seguono poi il viso, dove si possono verificare scottature soprattutto su naso e fronte ma anche nella zona circostante le labbra, e il décolleté per le donne e più in generale la parte superiore dell’addome per gli uomini. Infine le gambe, specie per la parte dell’interno coscia e del dorso superiore del piede (dove spesso ci si dimentica di mettere la crema). Tempo al tempo: no alle creme abbronzanti La pelle deve abituarsi al sole e mettere in atto i suoi meccanismi di difesa. All’inizio l’esposizione deve essere perciò molto limitata e aumentata gradualmente nei giorni successivi. L’abbronzatura duratura inizia a vedersi solo dopo 10 giorni. Usare creme abbronzanti al posto di quelle protettive per acquistare subito colore è una mossa sbagliata perché non si protegge la pelle e si accelerano gli effetti del sole, facendo lievitare il pericolo di bruciarsi. PAGINA 5 FARMADAY – IL NOTIZIARIO IN TEMPO REALE PER IL FARMACISTA Anno IV – Numero 694 Perché ci si ustiona? L’abbronzatura è quel fenomeno per il quale la pelle umana si scurisce in seguito all’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) provenienti dalla luce solare o da luci artificiali, quali quelle delle lampade nei solarium. La melanina è il pigmento che dà alla pelle il suo colore: le persone di carnagione chiara hanno, in pratica, meno melanina di chi ha un incarnato naturalmente più scuro. E quando la cute viene colpita da raggi UV l’organismo produce più melanina in modo da proteggersi da possibili danni. E’ in questo modo che «nasce» l’abbronzatura. Ecco perché se l’esposizione alle radiazioni non avviene in modo graduale e protetto inevitabilmente si finisce per scottarsi, in maniera tanto più grave quanto peggiori sono gli errori commessi. E, naturalmente, chi ha la carnagione chiara paga di più rispetto agli altri. Inoltre bambini e anziani, che per vari motivi hanno la cute più delicata, devono esporsi con maggiori precauzioni. I danni a lungo termine delle bruciature: i tumori Diverse indagini scientifiche mostrano che le ustioni provocate dalla scorretta esposizione al sole possono danneggiare il nostro Dna e, sul lungo periodo, portare a modificazioni delle cellule che inducono lo sviluppo del tumore. Lo hanno dimostrato anche diverse statistiche sugli italiani di mezza età, fra i quali vengono diagnosticati moltissimi tumori cutanei in conseguenza delle ustioni prese durante infanzia e adolescenza. «C’è un chiaro e indubbio rapporto tra esposizione ai raggi ultravioletti (del sole o delle lampade artificiali) e basalioma – spiega Mario Santinami, responsabile Struttura Melanomi e sarcomi all’Istituto nazionale tumori di Milano -, che si diagnostica soprattutto in chi passa molte ore all’aria aperta (come marinai e pescatori, agricoltori, addetti all’edilizia) e nelle zone del corpo più esposte, quali volto e cuoio capelluto». Il basalioma (o carcinoma basocellulare) è il tumore cutaneo più frequente e, fortunatamente, il meno pericoloso perché non aggressivo. Ma può diventare molto fastidioso per la sua tendenza a recidivare, a ripresentarsi nello stesso punto, richiedendo ripetuti interventi chirurgici di asportazione. I danni a lungo termine delle bruciature: le rughe: Oltre al pericolo di cancro, è cosa nota, l’esposizione ai raggi UV favorisce l’invecchiamento precoce della cute e l’aumento delle rughe. In pratica ad ogni esposizione solare, le radiazioni uccidono milioni di cellule della pelle, il che contribuisce a farla invecchiare. Il «deterioramento solare» si può riscontrare a occhio nudo attraverso macchie della pelle, rughe, lassità. Questa immagine, ormai celebre, ha fatto il giro del mondo. È il volto di un uomo fotografato all’età di 69 anni e che per 18 anni aveva fatto il camionista. La parte sinistra del suo volto sembra molto più vecchia perché essendo quella lato finestrino, per anni è rimasta molto più esposta ai raggi del sole nelle ore in cui l’uomo era al volante. La grande differenza tra le due parti del volto indica il drammatico effetto che ha avuto il sole sulla sua pelle, facendola invecchiare in modo precoce. Il sole è anche un prezioso alleato della salute: Come per quasi tutte le cose, ad essere nocivi sono gli eccessi. Il sole, in sé, non è un nemico da evitare. «Fa bene alle ossa e all’umore. Uno dei suoi effetti principali è lo stimolo della sintesi di vitamina D (che per il 90% produciamo grazie al sole e solo per il 10 introduciamo coi cibi), un vero toccasana per rafforzare le ossa e contro malattie infettive, autoimmuni e cardiovascolare» ricorda Nicola Mozzillo, direttore del Dipartimento del Melanoma e tessuti molli e Vice Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli Fondazione Pascale. Inoltre, le radiazioni ultraviolettte sono utili a chi soffre di psoriasi ed è stata notata anche un’azione benefica in pazienti depressi, perché l’esposizione ai raggi ultravioletti provoca il rilascio delle endorfine, gli «ormoni del benessere» prodotti dal nostro cervello e dotati di una potente attività analgesica e stimolante. Tante regole riassunte in una: «buonsenso» «La buona regola – sottolineano gli esperti – è sempre prevalentemente una, ed è facile da seguire: evitare di scottarsi, usando creme protettive, magliette, cappelli, occhiali da sole, tenendo presente quanto si rischia in base anche al proprio tipo di carnagione. Serve prima di tutto buonsenso».Inoltre, per una corretta esposizione al sole, bisogna tenere presenti alcuni semplici accorgimenti: evitare la sovra-esposizione negli orari centrali (dalla tarda mattinata al primo pomeriggio) e utilizzare le protezioni. Anche nelle giornate nuvolose, perché il riverbero delle nuvole può potenziare l’azione dei raggi solari, senza far percepire il caldo e la sensazione di bruciore sulla pelle. (Salute, Corriere) PAGINA 6 FARMADAY – IL NOTIZIARIO IN TEMPO REALE PER IL FARMACISTA Anno IV – Numero 694 Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli La Bacheca ORDINE:Istituito un Sussidio per i Colleghi Iscritti all’ALBO in Stato di Disoccupazione Il Consiglio dell’Ordine al fine di offrire un sostegno economico agli iscritti all’Albo che si trovino in stato di disoccupazione involontaria e in difficoltà economica, ha approvato nel Consiglio del 19 Novembre 2014 uno specifico “Fondo di solidarietà” messo a bilancio nel 2015. Il Regolamento, consultabile sul sito istituzionale dell’Ordine, prevede per l’anno 2015 l’erogazione di un sussidio nella misura massima di euro 150,00 pro capite in favore degli iscritti all’Albo che si trovano da almeno 12 mesi inoccupati e che versano in difficoltà economiche. Nel regolamento sono chiariti: requisiti per la partecipazione; importo del fondo di solidarietà; modalità di partecipazione. L’istanza potrà essere presentata nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre di ogni anno, corredata da: 1. Domanda di accesso al Sussidio, in carta libera (v. allegato - sito istituzionale) ORDINE: PSICOLOGO IN FARMACIA. FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA Dopo l’estate nelle farmacie di Napoli e provincia saranno promosse iniziative per il benessere psicologico e la piena salute bio-psico-sociale. Al seguente link il servizio andato in onda: https://www.youtube.com/watch?v=UU9NRFcl5QM COME PARTECIPARE: Nei prossimi giorni sul nostro farmaDAY le MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE ed il CALENDARIO delle “Settimane del Benessere” L’ATTIVITÀ SARÀ COMPLETAMENTE GRATUITA PER I CITTADINI E PER LE FARMACIE CHE ADERIRANNO ALL’INIZIATIVA.

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